I DIVERSI PUNTI DI VISTA SULLA SEPARAZIONE - 14 aprile 2021

Robert Emery è uno studioso del processo di mediazione estremamente raffinato. Affrontando un argomento così complesso la sua attenzione è rivolta anche alle premesse con cui due separandi si avvicinano alla mediazione, e quindi a come essi vivano il processo separativo.

Viene abitualmente accreditata l’idea del “lutto”, quando termina un rapporto affettivo consolidato e duraturo. Ebbene è proprio a questa immagine che Emery fa riferimento e si domanda in cosa si differenzia il lutto tra chi ha promosso la separazione e chi l’ha subita.

Nella sua idea l’approccio alla fine dell’amore e al senso di lutto che ne deriva è molto diversa tra chi ha preso la decisione e chi l’ha subita.

In chi ha preso la decisione la fine del matrimonio può essere paragonata alla notizia di una morte dopo una lunga malattia: la separazione rimane un momento difficile e delicato, ma si accompagna a un senso di sollievo mentre buona parte del dolore si è centellinato nel corso dei mesi e degli anni in cui maturava la decisione di procedere alla separazione.

In chi la decisione l’ha subita invece la fine del matrimonio può essere paragonata a una morte per incidente, e un evento traumatico. Certo, nella grande maggioranza dei casi gli indizi che lasciassero intuire un epilogo del genere non sono mancati, ma sono sempre stati letti con una chiave conservativa, al punto che quando arriva la comunicazione della decisione una parte di chi subisce questa decisione considera la notizia tanto ingiusta quanto inaspettata.

Le conseguenze di queste premesse sul piano comunicativo sui due separandi sono facilmente immaginabili in termini di conflitti, recriminazioni e accuse reciproche di non aver capito o di non averci provato. In questo senso è cruciale il ruolo del mediatore che permetta alle persone di esprimere il proprio punto di vista, ma anche di ascoltare quello dell’altro. È grazie a ciò che gli aspetti più paralizzanti della tensione possono un po’ alla volta essere affrontati e risolti, che ognuno dei due esca dalla bolla in cui si è rinchiuso con le proprie chiavi di lettura e un po’ alla volta si agevoli del dialogo che è lo scopo della mediazione e la premessa a rapporti meno conflittuali nel processo separativo.