LA GESTIONE GIUDIZIARIA DEI CONFLITTI - 10 febbraio 2021

Questo intervento si ispira a quanto affermano Dino Mazzei e Vittorio Neri nel loro testo sulla Mediazione Familiare Edito da Raffaello Cortina a proposito della gestione giudiziaria dei conflitti.

Ciò che questi autori si domandano è in cosa si differenzi la gestione di una separazione tra coniugi rispetto a una qualsiasi controversia in ambito civile. La premessa è che la separazione tra coniugi pone problematiche molto più ampie di qualsiasi controversia in ambito civile Proprio a causa della maggiore vicinanza emotiva e affettiva tra le due parti. C’è infatti una enorme differenza tra la controversia che si instaura tra datore di lavoro e lavoratore, tra vicini di casa magari per una questione di confini, tra due amici che litigano per una controversia insorta tra loro, e tra ex coniugi che si confrontano su anni di rapporti consolidati e sul crollo di una relazione affettiva che le aveva condotti al matrimonio.
Appare quindi di tutta evidenza quanto sia irrealistica l’aspettativa di risolvere una controversia di questo tipo con un medesimo approccio unicamente di tipo giuridico, e in questo senso l’intervento di un’ottica mediatrice può essere di grande aiuto e supporto alla stessa azione del giudice, colmando una mancanza dell’ottica esclusivamente giuridica, data proprio dalla peculiarità delle relazioni dei protagonisti coinvolti nel processo separativo.
Va aggiunta una ulteriore riflessione: nell’ottica appena descritta la mediazione familiare potrebbe costituire uno strumento alternativo – almeno in alcuni casi – alla stessa CTU. La mediazione ha infatti il vantaggio di possedere un approccio più dialogante e improntato a un’ottica trasformativa rispetto alla Consulenza Tecnica, che - soprattutto negli approcci più tradizionalisti - spesso è intesa più come semplice valutazione della situazione al momento in cui viene svolta, con tutti i potenziali danni che un mero approccio valutativo può comportare: un simile approccio infatti fotografa la situazione al momento in cui la realtà viene osservata, con il rischio di renderne una lettura statica e quindi irrealistica, dati i costanti mutamenti a cui una relazione complessa come quella di due separandi va incontro con il passare del tempo.