LA MEDIAZIONE FAMILIARE: DAL CONFLITTO AL RAGGIUNGIMENTO DI ACCORDI - 28 novembre 2020

L’obiettivo della mediazione familiare può essere riassunto in una frase suddivisa in tre parti:

  • agevolare il dialogo,
  • riducendo i conflitti,
  • nell’interesse dei minori.
Il percorso attraverso il quale si cerca di arrivare a questi obiettivi – decisamente ambiziosi – consiste necessariamente nel permettere a ognuno dei separandi di esprimere la propria emotività (e la conflittualità che da essa deriva) relativa alla vicenda che lo ha legato all’altro.

Gli errori da evitare sono errori – per così dire - “di misura”. Un errore è quello di cercare di bloccare questa emotività, una volta che emergono anche le sue componenti conflittuali. La tentazione è pensare che quando due separandi iniziano a discutere e a litigare su vicende del passato il compito del mediatore sia quello di spegnere al più presto il litigio e lo scontro, per riportare i partecipanti su argomenti più legati alla ricerca dell’accordo e della collaborazione. Questo è un errore perché l’emotività negata rimane comunque presente, e si esprimerà nuovamente presto o tardi.
Un altro errore è quello opposto, cioè quello di rimanere inerti assistendo agli scontri tra i separandi, non intervenendo in alcun modo per limitarli o fermarli una volta che siano iniziati, e lasciando che si protraggano oltre una durata che solo l’esperienza e la sensibilità del mediatore possono suggerire (dipendesse dei separandi il litigio proseguirebbe in eterno). È l’errore opposto al precedente perché in questo caso l’inerzia è dannosa quasi quanto l’eccessivo interventismo, e comporta una colossale perdita di tempo.
Un comportamento equilibrato permette l’espressione dell’emotività – compresa quella inevitabilmente ostile – dei partecipanti, aiutandoli a spostare man mano la propria attenzione dal passato, che è fonte di conflitto, al futuro e alle sue potenzialità generative. In questo senso l’abilità del mediatore di agevolare una crescita di attenzione per l’interesse dei figli coinvolti dal processo aiuterà i partecipanti a trovare su quel terreno un possibile elemento di condivisione, anziché un nuovo argomento di scontro. Con tempo e pazienza….