LEGGE 54/2006 E AFFIDAMENTO CONDIVISO - 21 dicembre 2020

L’affidamento condiviso è ormai un dato scontato, e costituisce la regola nelle situazioni di separazione. Non è sempre stato così. Fino al 2006, quando è entrata in vigore la legge n. 54, le cose andavano diversamente, e l’affidamento esclusivo era tutt’altro che un’eccezione. Il precedente orientamento della magistratura, soprattutto nei casi di separazione conflittuale, era che il conflitto rendesse impossibile una gestione comune dei figli, con il risultato che il più delle volte era il padre che si trovava in posizione di svantaggio.

La ratio della legge n. 54 è esattamente quella opposta: proprio in presenza di un’alta conflittualità, proprio quando esistono i rischi dell’eliminazione di una delle figure genitoriali occorre tutelarne i diritti affermando il principio della genitorialità condivisa.
A ben vedere da questa situazione ci hanno guadagnato tutti. I genitori che hanno avuto modo di proseguire nel proprio rapporto affettivo con i figli e nel proprio ruolo educativo, eliminando il rischio dello stigma che derivava dal mancato affidamento di essi. Ma soprattutto i figli che hanno avuto modo di ottenere la prosecuzione del proprio rapporto con il papà e la mamma, sui conflitti dei quali intervengono processi di mediazione familiare o di coordinazione, nei casi più complessi.