Qual è il senso di una sezione in cui si commentano libri - la maggior parte dei quali di narrativa - in un sito di Psicoterapia e Mediazione Familiare?
Apparentemente nulla. Ci si aspetterebbero commenti sulla depressione o sull'ansia, ma i libri cosa c'entrano?
La mia opinione è che i libri c'entrano eccome.
Come lettore mi aprono a mondi plurimi rispetto al ristretto orizzonte della mia vita quotidiana.
Come terapeuta mi raccontano vicende, modi di pensarle e affrontarle che tanta similitudine hanno con le storie che sento ogni giorno nel mio lavoro.
E mi permettono di imparare, pagina dopo pagina.

1. Edward Bunker - Educazione di una Canaglia - Einaudi Stile Libero

L’autobiografia di Edward Bunker racconta molto di un clima e di un epoca. Descrive la malavita nella zona di Los Angeles e Hollywood senza finzioni perché vissuta da dentro e non narrata da osservatore.
In tutto il libro si ha la sensazione di bivio costante, e di come alla fine non siamo noi che scegliamo ma la nostra indole che ci accompagna lungo la strada a noi più confacente. In questo senso Bunker sceglie con orgoglio e naturalezza la strada del crimine.

Grazie a una propensione innata verso la devianza, conquista vari “record” (detenuto più giovane nei riformatori, poi a San Quintino), ma riesce sempre a mantenere una curiosità estrema per tutti gli aspetti della vita, compresa la scrittura e compreso ovviamente il crimine.
La sua descrizione della vita notturna di Los Angeles e Hollywood è qualcosa di più del semplice elenco di ciò che avviene nei locali o per strada, è quasi la narrazione di un rito che si consuma dal tramonto all’alba, che ogni volta non si sa cosa porterà. Una narrazione che eccita il lettore e lo trasporta verso mondi appena immaginabili, tanto terrorizzanti quanto attraenti.
L’epilogo è il lieto fine: oltrepassata la soglia dell’età della ragione, abbandonato il crimine, ottenuta la fama dalla propria capacità di narrare storie, sceneggiatore di Quentin Tarantino e autore di successo, attore con Dustin Hoffman, Edward Bunker riesce a vivere le proprie giornate un po’ grato e un po’ sorpreso di una ritrovata tranquillità, tra richieste di autografi su copie dei suoi libri e riprese di film a cui partecipa. E tutto questo comunica un senso di indefinita pace.