Qual è il senso di una sezione in cui si commentano libri - la maggior parte dei quali di narrativa - in un sito di Psicoterapia e Mediazione Familiare?
Apparentemente nulla. Ci si aspetterebbero commenti sulla depressione o sull'ansia, ma i libri cosa c'entrano?
La mia opinione è che i libri c'entrano eccome.
Come lettore mi aprono a mondi plurimi rispetto al ristretto orizzonte della mia vita quotidiana.
Come terapeuta mi raccontano vicende, modi di pensarle e affrontarle che tanta similitudine hanno con le storie che sento ogni giorno nel mio lavoro.
E mi permettono di imparare, pagina dopo pagina.

Alan Bennett - La Pazzia di Re Giorgio - Adelphi

Alan Bennett compone questa opera teatrale che debutta a Londra nel 1991.
Pochi anni dopo la perdita delle colonie americane Re Giorgio III manifesta evidenti segni di squilibrio mentale. Il mondo attorno a lui comincia a muoversi per la sua sostituzione, a partire dal figlio primogenito (il Principe di Galles Giorgio IV di Hannover) che scalpita per prendere il posto del padre una volta che questo sarà stato dichiarato incapace di gestire il trono.

Intanto attorno a Re Giorgio (che intanto è stato forzosamente separato dalla moglie, verso la quale nutre una specie di bizzarro affetto) si muove tutto un microcosmo di politici, familiari ma soprattutto di medici, che adottano terapie più o meno dolorose e più o meno bizzarre, ma tutte ugualmente inefficaci, mentre chi sembra voler stare vicino al sovrano sofferente in modo più disinteressato sembrano essere i suoi valletti e i suoi servi. Alla fine così come l’aveva perso, Re Giorgio un po’ alla volta recupera il senno e torna a governare, mentre si scopre che i suoi problemi non erano derivati da una malattia mentale ma dalla porfiria, una malattia rara che causa un accumulo di porfirina nel sangue con conseguenti disfunzioni, tra le altre anche mentali.
Il tono con cui questa commedia viene scritta è quello tipico di Bennett, leggero e ironico, ed è particolarmente interessante la prima parte del libro - quella che precede la commedia vera e propria - in cui Bennett spiega come gli sia venuta l’idea del soggetto e racconta come si sia evoluto il processo di scrittura.