Qual è il senso di una sezione in cui si commentano libri - la maggior parte dei quali di narrativa - in un sito di Psicoterapia e Mediazione Familiare?
Apparentemente nulla. Ci si aspetterebbero commenti sulla depressione o sull'ansia, ma i libri cosa c'entrano?
La mia opinione è che i libri c'entrano eccome.
Come lettore mi aprono a mondi plurimi rispetto al ristretto orizzonte della mia vita quotidiana.
Come terapeuta mi raccontano vicende, modi di pensarle e affrontarle che tanta similitudine hanno con le storie che sento ogni giorno nel mio lavoro.
E mi permettono di imparare, pagina dopo pagina.

Charles Bukowski - E così vorresti fare lo scrittore? - Guanda

Le poesie di Bukowski sono un pugno nello stomaco, qualsiasi sia l’argomento che trattano. Possono parlare di sesso, di emarginazione, corse di cavalli e precarietà; oppure essere intrise di musica classica e infinita delicatezza, comunque colpiscono senza pietà chi le legge. Credo che il grande fascino di questo scrittore stia un po’ in questa dialettica tra abissi e vette che accompagna ogni suo verso.

Forse è il senso di stranezza che comunica una persona capace di cose così diverse e apparentemente (solo apparentemente) lontane, forse è che quando c’è una cosa ti manca l’altra o forse è perché c’è una cosa e intravedi l’altra. Fatto sta che le sue composizioni sono attraenti e inconfondibili, e ti fanno amare questo personaggio unico.

“E Così Vorresti Fare lo Scrittore?” è una volumetto edito da Guanda, tratto dal volume postumo “Sifting through the Madness for the Word, the Line, the Way” pubblicato negli Stati Uniti nel 2003, nove anni dopo la morte di Bukowski. Sono 37 poesie con testo originale a fronte – che con le poesie è sempre opportuno – che è abbastanza inutile descrivere una per una, vanno semplicemente lette. Di seguito la meravigliosa poesia che dà il titolo a questa raccolta.


E così vorresti fare lo scrittore?
Se non ti esplode dentro
a dispetto di tutto,
non farlo
a meno che non ti venga dritto
dal cuore e dalla mente e dalla bocca
e dalle viscere,
non farlo.

se devi startene seduto per ore
a fissare lo schermo del computer
o curvo sulla macchina da scrivere
alla ricerca delle parole,
non farlo.

se lo fai solo per soldi o per fama,
non farlo
se lo fai perché vuoi
delle donne nel letto,
non farlo.

Se devi startene lì a
scrivere e riscrivere,
non farlo.
se è già una fatica il solo pensiero di farlo,
non farlo.
se stai cercando di scrivere come qualcun altro,
lascia perdere.

se devi aspettare che ti esca come un ruggito,
allora aspetta pazientemente.
se non ti esce mai come un ruggito,
fai qualcos'altro
se prima devi leggerlo a tua moglie
o alla tua ragazza o al tuo ragazzo
o ai tuoi genitori o comunque a qualcuno,
non sei pronto.

non essere come tanti scrittori,
non essere come tutte quelle migliaia di
persone che si definiscono scrittori,
non essere monotono o noioso e
pretenzioso, non farti consumare dall'autocompiacimento

le biblioteche del mondo
hanno sbadigliato
fino ad addormentarsi per tipi come te
non aggiungerti a loro
non farlo
a meno che non ti esca
dall'anima come un razzo,
a meno che lo star fermo
non ti porti alla follia o
al suicidio o all'omicidio,
non farlo
a meno che il sole dentro di te stia
bruciandoti le viscere,
non farlo.
quando sarà veramente il momento,
e se sei predestinato,
si farà da sé e continuerà finché tu morirai o morirà in te.

non c'è altro modo
e non c'è mai stato.