Qual è il senso di una sezione in cui si commentano libri - la maggior parte dei quali di narrativa - in un sito di Psicoterapia e Mediazione Familiare?
Apparentemente nulla. Ci si aspetterebbero commenti sulla depressione o sull'ansia, ma i libri cosa c'entrano?
La mia opinione è che i libri c'entrano eccome.
Come lettore mi aprono a mondi plurimi rispetto al ristretto orizzonte della mia vita quotidiana.
Come terapeuta mi raccontano vicende, modi di pensarle e affrontarle che tanta similitudine hanno con le storie che sento ogni giorno nel mio lavoro.
E mi permettono di imparare, pagina dopo pagina.

Riccardo Falcinelli - Cromorama - Einaudi

Il costruttivismo è un’indole, un modo di pensare che va al di là di specifici settori e investe il modo di percepire il mondo. Spiegato in due parole è un approccio che si rifiuta di intendere la realtà come un elemento stabile e immutabile, qualcosa che sta là fuori e bisogna andare a conoscere. Al contrario esistono tante realtà quanti sono gli osservatori, i soggetti pensanti, insomma le persone. Ognuno costruisce una propria visione della realtà, non c’è torto, non c’è ragione, ognuno ha il proprio modo di leggere il mondo.

Questo libro racconta come anche un elemento apparentemente stabile come il colore in realtà stabile non lo sia per nulla, e la sua percezione cambi in base a precise condizioni storiche, culturali e ambientali. Ma non cambia solo la sua percezione, cambiano anche le regole del suo utilizzo. Quanto è stato utilizzato un determinato pigmento in una data epoca storica è dipeso dalla facilità o difficoltà con cui esso poteva essere prodotto. Un esempio interessantissimo è quello del blu: prima dell’avvento dei colori sintetici tutti i colori derivavano dal mondo vegetale, animale o minerale. In particolare il blu oltremare veniva ottenuto dal costosissimo lapislazzulo. E ciò ha creato un vero e proprio codice comunicativo, quanto più blu era presente in un dipinto, tanto più si era speso per la sua realizzazione e tutto ciò – in un’epoca in cui le arti erano finanziate da mecenati, che il più delle volte erano usurai – significava anche potere politico. Ecco perché il mantello della Madonna, che fino al Quattrocento era dipinto di scuro a simboleggiare il suo lutto, da allora viene dipinto di azzurro.

Come questo tanti altri aneddoti che spiegano il perché del colore delle matite, o come mai venga usato il colore rosso per indicare il caldo o blu per indicare il freddo nei rubinetti dell’acqua (mentre nelle acque minerali il packaging è rosso per le frizzanti e blu per le naturali), e che arrivano addirittura a spiegare la storia del colore in tinta unita, che è un’acquisizione relativamente recente giacché in origine l’uniformità cromatica era un’eccezione sia in natura, sia nelle riproduzioni umane.

In ogni caso il comune denominatore di questa opera è sempre lo stesso: il colore non fotografa una realtà immutabile, ma la costruisce sulla base delle epoche storiche e delle sensibilità dell’osservatore, in un divenire continuo che permea le nostre vite modificandoci continuamente.