Qual è il senso di una sezione in cui si commentano libri - la maggior parte dei quali di narrativa - in un sito di Psicoterapia e Mediazione Familiare?
Apparentemente nulla. Ci si aspetterebbero commenti sulla depressione o sull'ansia, ma i libri cosa c'entrano?
La mia opinione è che i libri c'entrano eccome.
Come lettore mi aprono a mondi plurimi rispetto al ristretto orizzonte della mia vita quotidiana.
Come terapeuta mi raccontano vicende, modi di pensarle e affrontarle che tanta similitudine hanno con le storie che sento ogni giorno nel mio lavoro.
E mi permettono di imparare, pagina dopo pagina.

Sherwood Anderson - Winesburg Ohio - Einaudi

Immaginiamo che io sia un lettore disattento che non sente alcun bisogno di collocare l’autore di un libro che vuole leggere nel suo contesto storico e culturale. E così, passeggiando in libreria mi imbatto in questo libro. Mi immagino dal titolo che sia ambientato negli Stati Uniti (“Ohio” mi mette sulla buona strada), non conosco questo Anderson, ma il nome me lo fa immaginare americano il che è coerente col titolo, la casa editrice è di quelle che non si discutono, quindi lo prendo in mano e inizio a sfogliarlo.

Mi accordo che si tratta di racconti e così – per farmi un’idea di come lavori questo scrittore - comincio a leggere un racconto a caso, scegliendolo tra i più brevi perché sto comunque scroccando una lettura gratis in libreria. Scelgo “Tandy”, 3 facciate e mezza da pag. 126 a pag. 129. È la storia di un forestiero che si stabilisce nella cittadina di Winesburg e una sera che è ubriaco incontra un papà e una bambina che camminano insieme. Farfuglia un monologo – peraltro bellissimo - al termine del quale impartisce alla bambina un proprio personalissimo Comandamento di Vita, che consiste nell’essere “forte e coraggiosa”, e le attribuisce un nomignolo “Tandy”. E lei, due giorni dopo, quando il padre le si rivolge col suo vero nome implora il padre perché la chiami “Tandy”; scoppia a piangere di un pianto interminabile e inconsolabile, “scuotendo la testa e singhiozzando come se tutta la sua giovane forza non bastasse a sopportare la visione che le parole dell’ubriaco avevano evocato in lei”. Va letto integralmente, descritto così non rende a pieno, ma giuro che se mi fosse capitato qualcosa del genere quel libro lo avrei semplicemente portato alla cassa.

In realtà non sono un lettore disattento, e di solito so abbastanza degli autori in cui mi imbatto. E così già prima di leggere questo libro sapevo che Sherwood Anderson è lo scrittore che si ritiene abbia influenzato i mostri sacri della letteratura americana, da Faulkner a Steinbeck, a Hemingway, a Carver. Sapevo che la sua inclinazione era per il racconto breve. Sapevo anche che ha scritto nei primissimi decenni del secolo scorso (per esempio questo libro è stato pubblicato nel 1919). Quello che non sapevo, che non potevo immaginare di questo libro e che solo leggendolo mi ha aggredito con forza dirompente, è la straordinaria modernità della sua scrittura. Se qua e là non comparissero lampade a olio e carrozze, il sentire e il pensare dei personaggi potrebbe essere di oggi. I racconti sono collegati tra loro da un filo conduttore che è la località in cui avvengono tutte le vicende (per l’appunto il paesino di Winesburg), e i personaggi stessi si ripropongono in vari racconti. È stato considerato il corrispettivo in prosa della Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, e il paragone ci può stare. Va però tenuto presente che qui siamo di fronte a un’opera in prosa e non in poesia. La forza non è quindi tanto nelle singole frasi (in questo la poesia è imbattibile), quanto nei contenuti e nelle trame.

Le sue descrizioni sono di una bellezza scintillante. Un solo esempio, nel racconto “Illusioni”, la parte in cui Anderson descrive la piazza di Winesburg la sera in cui si è conclusa la Fiera annuale del Paese. “È una sensazione che non si dimentica più. Da ogni parte ci sono spettri, non di morti, ma di gente viva. Qui, durante il giorno che è appena trascorso, si è riversata la gente del paese e dalla campagna circostante. I contadini con le mogli e i bambini e tutta la gente delle centinaia di casette di legno si sono riuniti intorno a queste tavole. Le ragazze hanno riso, e uomini con la barba hanno parlato dei fatti della loro vita. il luogo è stato riempito dal flusso della vita. Ora è notte e la vita se ne è andata”. Che meraviglia. Per chi ama il racconto breve sarà una meravigliosa conferma, per chi non lo ama o non lo conosce una splendida sorpresa.