Qual è il senso di una sezione in cui si commentano libri - la maggior parte dei quali di narrativa - in un sito di Psicoterapia e Mediazione Familiare?
Apparentemente nulla. Ci si aspetterebbero commenti sulla depressione o sull'ansia, ma i libri cosa c'entrano?
La mia opinione è che i libri c'entrano eccome.
Come lettore mi aprono a mondi plurimi rispetto al ristretto orizzonte della mia vita quotidiana.
Come terapeuta mi raccontano vicende, modi di pensarle e affrontarle che tanta similitudine hanno con le storie che sento ogni giorno nel mio lavoro.
E mi permettono di imparare, pagina dopo pagina.

Mark Rowlands - Il lupo e il filosofo - Mondadori

Chiunque si avvicini a questo libro si prepari a un confronto con la sorpresa. Ciò avverrà almeno sotto due diversi punti di vista.

Il primo è per ciò che manca. Mancano le riflessioni lacrimevoli e banali sull’amore dell’uomo per l’animale, visto ovviamente come essere inferiore che ottiene quel po’ di rispetto grazie alla capacità di umanizzarsi nei comportamenti e nei modi di sentire. Insomma, ciò che abitualmente si legge in molti libri che parlino dei rapporti tra uomini e animali. La trama di questo libro si sviluppa al contrario su ciò che pazientemente Brenin – il lupo protagonista della storia – insegna o cerca di insegnare all’uomo che, acquistandolo, ha deciso di divenire apprendista di un modo straordinario di sentire il mondo e la vita che non gli appartiene.

Il secondo è per ciò che c’è: la descrizione di un rapporto tra due razze completamente diverse a partire dalle premesse. Il lupo in grado di percepire istintivamente valori come la solidarietà, la vicinanza, l’amore per il proprio simile. L’uomo, derivazione della scimmia, che mantiene la tendenza ad allearsi piuttosto che diventare amico, allo scambio piuttosto dell’amore, che vede il mondo come un contenitore di risorse utili per i propri scopi. Il portatore insomma di una visione strumentale e utilitaristica del tutto sconosciuta al lupo, che tutti noi umani – chi più e chi meno – ci portiamo dentro come tendenza naturale.

Poi però, accanto all’enunciazione delle differenze tra due mondi incapaci di comunicare oltre un certo limite c’è il racconto del grandissimo amore fraterno tra due soggetti, Mark e Brenin e lo sviluppo della loro storia di amicizia e vicinanza durata oltre dieci anni. Gli episodi narrati sono talvolta tristi, spesso francamente divertenti ma sempre in grado di mantenere viva l’attenzione del lettore perché il libro è scritto veramente bene e le stesse incursioni in riflessioni filosofiche - piuttosto frequenti – sono ben tollerabili da molti diversi tipi di palato perché narrate con leggerezza.

Di questo autore è disponibile sempre con Mondadori un altro libro, Correre col Branco (sempre incentrato sul rapporto con cani e lupi), cui verrà dedicata una futura recensione.