Qual è il senso di una sezione in cui si commentano libri - la maggior parte dei quali di narrativa - in un sito di Psicoterapia e Mediazione Familiare?
Apparentemente nulla. Ci si aspetterebbero commenti sulla depressione o sull'ansia, ma i libri cosa c'entrano?
La mia opinione è che i libri c'entrano eccome.
Come lettore mi aprono a mondi plurimi rispetto al ristretto orizzonte della mia vita quotidiana.
Come terapeuta mi raccontano vicende, modi di pensarle e affrontarle che tanta similitudine hanno con le storie che sento ogni giorno nel mio lavoro.
E mi permettono di imparare, pagina dopo pagina.

D. Szalay - Tutto quello che è un uomo - Adelphi

Prima raccolta di racconti di David Szalay, scrittore dalla doppia cittadinanza, canadese e ungherese (è poi seguito Turbolenza, pubblicato sempre da Adelphi). Si tratta di racconti, e come in tutti i libri di racconti ci imbattiamo in singole unità letterarie indipendenti l’una dall’altra. Però, nel leggere questi nove spezzoni di vita narrati tutti al maschile, la sensazione di un unico filo conduttore è costante.

Sono storie di uomini che coprono le età dalla adolescenza alla tarda vecchiaia. I nomi dei personaggi cambiano, come cambiano i contesti, le vicende, le occupazioni lavorative e le condizioni economiche. Ma sono racconti che potrebbero riguardare un’unica vicenda umana che si dipana lungo le illusioni, i successi, i rovesci e il declino di una esistenza. Che si tratti di adolescenti desiderosi e insoddisfatti, di uomini di grande successo o di grande insuccesso, di anziani disillusi o di vecchi impauriti, sembra che qualcosa di familiare risuoni sempre, man mano che le nostre parti, le più evidenti o le più nascoste, vengono sollecitate e sentono risuonare la propria eco.