Qual è il senso di una sezione in cui si commentano libri - la maggior parte dei quali di narrativa - in un sito di Psicoterapia e Mediazione Familiare?
Apparentemente nulla. Ci si aspetterebbero commenti sulla depressione o sull'ansia, ma i libri cosa c'entrano?
La mia opinione è che i libri c'entrano eccome.
Come lettore mi aprono a mondi plurimi rispetto al ristretto orizzonte della mia vita quotidiana.
Come terapeuta mi raccontano vicende, modi di pensarle e affrontarle che tanta similitudine hanno con le storie che sento ogni giorno nel mio lavoro.
E mi permettono di imparare, pagina dopo pagina.

Doris Lessing - Discesa all'inferno - Fanucci Editore

La trama: un uomo viene ritrovato a Londra nei pressi del Tamigi, privo di documenti e di memoria; viene ricoverato, assistito, esaminato e interrogato senza apparenti risultati. Non sembra in grado di raccontare chi sia e riferisce ai due psichiatri che lo hanno in cura ricordi apparentemente strampalati di viaggi ai confini del mondo e esperienze al limite del soprannaturale. In mezzo a queste esternazioni c’è il conflitto tra i due professionisti, che si scontrano in modo sempre più radicale sulle scelte terapeutiche da adottare per aiutarlo a ricordare il proprio passato. Nel frattempo le indagini sono approdate all’identità dell’uomo, Charles Watkins, docente universitario di un certo successo, ma lui con benevolo distacco continua a affermare di non ricordare nulla della sua vita precedente, nonostante gli sforzi dei medici e delle persone del suo passato - soprattutto la moglie – che lo incontrano inutilmente a più riprese.

L’intera trama del libro si basa sul doppio.

Innanzi tutto la doppia visione della realtà da parte dell’uomo e di chi lo circonda: non è il semplice gioco del pazzo e dei sani, dei racconti strampalati rispetto alla rassicurante realtà. Qui tutto è più complicato perché entrambe le visioni e entrambe le narrazioni presentano aspetti plausibili e sono dotate di una propria plausibilità.

Il doppio è presente anche nel conflitto tra i due psichiatri che hanno in cura il protagonista. Le loro scelte terapeutiche su questo inusuale paziente sono fortemente divergenti, ognuno tenta di imporre la propria visione, l’una improntata a un atteggiamento più proattivo e impaziente, e l’altra nell’attesa paziente e priva di forzature di ciò che avverrà. In tutto ciò lo stesso paziente si schiera e in qualche modo amplia il conflitto, disconoscendo apertamente uno dei due medici.

Infine il doppio si presenta anche sul piano della narrazione, che si alterna tra il reale e il possibile, e in una mescolanza di tempi storici che ci permettono di vivere accanto al protagonista Charles Watkins il suo presente, il suo possibile futuro e il suo passato di tormentato docente.

Non è stato un libro facile, la sensazione costante nel leggerlo è stata quella di una grande maestria da parte della scrittrice nel condurre per mano il lettore verso sfide sempre più complesse sul piano dell’orientamento nella trama, vagamente stranianti e per questo ancor più affascinanti.