Qual è il senso di una sezione in cui si commentano libri - la maggior parte dei quali di narrativa - in un sito di Psicoterapia e Mediazione Familiare?
Apparentemente nulla. Ci si aspetterebbero commenti sulla depressione o sull'ansia, ma i libri cosa c'entrano?
La mia opinione è che i libri c'entrano eccome.
Come lettore mi aprono a mondi plurimi rispetto al ristretto orizzonte della mia vita quotidiana.
Come terapeuta mi raccontano vicende, modi di pensarle e affrontarle che tanta similitudine hanno con le storie che sento ogni giorno nel mio lavoro.
E mi permettono di imparare, pagina dopo pagina.

James Ellroy - I miei luoghi oscuri - Bompiani

Si può tornare indietro nel tempo e recuperare un rapporto con la propria madre? Sulla base di questo libro splendido, doloroso e malsano sì, e poco conta che la propria madre sia nel frattempo morta.

Jean Ellroy venne trovata uccisa domenica 22 giugno 1958 nel parco di una scuola a El Monte, paesino della contea di Los Angeles in cui viveva insieme al figlio James. La donna era divorziata dall’ex marito con il quale i rapporti erano pessimi, così come erano pessimi i rapporti con il figlio. James viveva e cresceva nella venerazione del papà e nell’attesa dei week end che per ordine del giudice erano i giorni che poteva trascorrere con lui. E dal papà aveva imparato a disprezzare la mamma, considerandola una poco di buono e un’ubriacona.

Alla morte della madre James viene affidato al padre, che un po’ alla volta si rivela per quello che è, un imbelle fannullone, incline a bugie un po’ su tutto, comprese le vicende con l’ex moglie, e James un po’ alla volta inizia a capire come stessero realmente le cose.

Inizia a capire ma non gli interessa, travolto come è da una vita che diviene sempre più randagia, tra pernotti in case abbandonate, arresti, piccoli reati e tanta, tantissima droga, insieme al desiderio vorace di cibarsi di letture di ogni tipo, il tutto nella Los Angeles degli anni Sessanta e Settanta. Rischia di morire, rimane ricoverato a lungo in ospedale in preda alle più pittoresche infezioni portate dal suo stile di vita, e poi - contemporaneamente alla pubblicazione del suo primo romando - inizia la propria nuova vita.

Il salto temporale porta la narrazione agli ultimi anni Novanta, quando – divenuto ormai uno scrittore di grande successo – James Ellroy decide di onorare il proprio debito verso “la Rossa”, come chiama la madre. Si rivolge a un sergente della sezione omicidi di Los Angeles ormai prossimo alla pensione e insieme iniziano una nuova indagine parallela a quella ufficiale ormai archiviata per fare luce su quell’omicidio rimasto senza colpevoli.

Non ha alcuna importanza come l’indagine andrà a finire, come ci riporta una frase tanto banale quanto vera certi tragitti hanno valore per sé e non per la destinazione. L’indagine condotta dall’ormai affermato James Ellroy e dall’investigatore Bill Stoner permetterà a James di (ri)costruire il rapporto di James con la madre, con la Rossa, ripercorrendo la sua vita e le scelte che ha fatto, capendo le ragioni di alcune e non riuscendo a svelarne altre, ma arrivando a un amore profondo e insaziabile e al recupero di un rapporto a 40 anni dalla fine di esso, ben sintetizzato in una frase dell’ultima pagina: “ogni cosa che ho appreso ha fatto sì che ti amassi di più”. Libro splendido.