Qual è il senso di una sezione in cui si commentano libri - la maggior parte dei quali di narrativa - in un sito di Psicoterapia e Mediazione Familiare?
Apparentemente nulla. Ci si aspetterebbero commenti sulla depressione o sull'ansia, ma i libri cosa c'entrano?
La mia opinione è che i libri c'entrano eccome.
Come lettore mi aprono a mondi plurimi rispetto al ristretto orizzonte della mia vita quotidiana.
Come terapeuta mi raccontano vicende, modi di pensarle e affrontarle che tanta similitudine hanno con le storie che sento ogni giorno nel mio lavoro.
E mi permettono di imparare, pagina dopo pagina.

James Ellroy - L.A. Confidential - Mondadori

Esiste un immaginario, una serie di aspettative di chiunque si avvicini a un noir americano: tanta azione, trame intricate, eroi sofferenti e dannati, scrittura veloce, parolacce, sangue e situazioni estreme. L.A. Confidential – scritto magistralmente da James Ellroy - rispetta in pieno questi canoni.

La narrazione ruota attorno a un locale, il Nite Owl di Los Angeles, in cui vengono massacrate 6 persone con una violenza e un accanimento incompatibili con una semplice rapina. Il racconto è vissuto dalla parte della legge, o per meglio dire di tre poliziotti che con modalità diverse si occupano delle indagini, e nella descrizione di questi personaggi sta il vero capolavoro di Ellroy.

C’è il poliziotto carrierista, spregiudicato per arrivismo, capacità investigative fuori del comune e totalmente integrato nell’establishment politico e istituzionale di Los Angeles, con un futuro che lo attende, di successo e di potere.

C’è il poliziotto idealista, spregiudicato per integralismo, alla ricerca spasmodica di qualcuno da salvare e – di conseguenza – qualcun altro da punire, tenuto ai margini delle situazioni che contano perché una persona così non è mai facile da indirizzare e ama fare di testa sua.

C’è infine il poliziotto malsano, spregiudicato per disperazione, dipendente da alcool e sostanze, alla costante ricerca di un riscatto e costantemente in lotta con i propri demoni per riuscire a governarli o perlomeno a tenerli sotto controllo.

La struttura del libro è singolare: ogni paragrafo è dedicato al punto di vista di uno dei tre poliziotti, di modo che la vicenda si dipana in modo coerente ma vario, e vengono approfonditi diversi aspetti per comporre il quadro generale. Si tratta di una costruzione quasi geometrica, comprensibile se si considera il modo di scrivere di James Ellroy, che costruisce un quadro generale della trama per poi procedere a riempirlo con le vicende di dettaglio, il che lo porta alla successiva stesura del testo.

Diversamente da molta narrazione americana (visibile soprattutto nella cinematografia di quel Paese) c’è poi la capacità di descrivere i personaggi a partire dalle loro debolezze. Non esiste il personaggio che è buono e rimane buono per l’intera durata della vicenda, così come il cattivo rimane tale sempre e comunque; i personaggi sono raccontati con un realismo impietoso, a partire dalle loro debolezze e dai loro aspetti critici, e il lettore deve confrontarsi con momenti in cui prova fastidio e repellenza nei loro confronti.

Questo è il segreto della letteratura che fa nascere domande. Quella semplice, dove tutti sono sempre buoni oppure sempre cattivi si limita a fornire risposte. Il fatto è che ci si evolve con le domande, non con le risposte.