Qual è il senso di una sezione in cui si commentano libri - la maggior parte dei quali di narrativa - in un sito di Psicoterapia e Mediazione Familiare?
Apparentemente nulla. Ci si aspetterebbero commenti sulla depressione o sull'ansia, ma i libri cosa c'entrano?
La mia opinione è che i libri c'entrano eccome.
Come lettore mi aprono a mondi plurimi rispetto al ristretto orizzonte della mia vita quotidiana.
Come terapeuta mi raccontano vicende, modi di pensarle e affrontarle che tanta similitudine hanno con le storie che sento ogni giorno nel mio lavoro.
E mi permettono di imparare, pagina dopo pagina.

Jay Haley- Strateghi del Potere- Raffaello Cortina Editore

La domanda è ambiziosa: su cosa si fonda il potere? La risposta di Haley è di impronta squisitamente relazionale. Come egli dimostra nel corso del libro, il potere consiste nell’avere il controllo della relazione. Chi ha potere leva al proprio interlocutore l’iniziativa della relazione. Con questa premessa, ecco che l’accostamento di figure in sé diversissime che si succedono nel corso della lettura (lo psicoanalista, lo schizofrenico, addirittura Gesù Cristo) assume una logica e un senso che non sarebbe altrimenti facile individuare.

Ne consegue l’importanza centrale della comunicazione, che è un elemento cruciale per definire le regole della relazione. Non conta quindi il contenuto, ma il suo effetto pragmatico nel rapporto tra gli individui. L’ottica relazionale viene quindi attribuita anche ai problemi, che non si trovano all’interno delle menti dei singoli, ma sono il risultato, l’effetto della comunicazione interpersonale. Distribuzione del potere, comunicazione e problemi: sono questi gli elementi che accompagnano l’intero libro, in alcuni capitoli dal sapore fortemente paradossale e provocatorio (Gesù Cristo o lo schizofrenico, come si scriveva sopra), in altri – specialmente quelli relativi al ruolo del terapeuta – densi di spunti anche su un piano professionale.