Qual è il senso di una sezione in cui si commentano libri - la maggior parte dei quali di narrativa - in un sito di Psicoterapia e Mediazione Familiare?
Apparentemente nulla. Ci si aspetterebbero commenti sulla depressione o sull'ansia, ma i libri cosa c'entrano?
La mia opinione è che i libri c'entrano eccome.
Come lettore mi aprono a mondi plurimi rispetto al ristretto orizzonte della mia vita quotidiana.
Come terapeuta mi raccontano vicende, modi di pensarle e affrontarle che tanta similitudine hanno con le storie che sento ogni giorno nel mio lavoro.
E mi permettono di imparare, pagina dopo pagina.

Takeshi Kitano - Asukusa Kid - Oscar Mondadori

È il racconto in prima persona degli esordi nel mondo dello spettacolo di Takeshi Kitano, che sarebbe in seguito divenuto un attore e regista che personalmente apprezzo moltissimo (in particolare per film come “Hana-bi”, “L’Estate di Kikujiro”, “Dolls” o “Brother”). La sua produzione come attore / regista oscilla tra situazioni intime e personali e gangster movie, o meglio Yakuza movie, e proprio per questo il racconto dei suoi esordi è per certi versi sorprendente.

Un primo elemento di interesse di questo libro consiste infatti nella descrizione del percorso necessario – almeno negli anni Settanta in Giappone – per chiunque desiderasse intraprendere l’attività come attore. La carriera abitualmente iniziava con l’impiego in uno dei teatri di Asakusa, ai tempi il quartiere dei teatri di Tokyo, nei quali si tenevano spettacoli comici e di spogliarelli. Takeshi Kitano non fa eccezione, e viene assunto al teatro Francais, con l’aspirazione di divenire attore. Prima però c’è una lunga gavetta, che gli impone di fare l’usciere, l’uomo delle pulizie, la maschera, sempre nell’attesa di imbattersi nella grande occasione che gli permetta di recitare.

L’occasione arriva quando uno degli attori comici se ne va dalla compagnia, e il direttore del locale - il grande attore Senzaburo Fukami - decide di ammetterlo sul palcoscenico insegnandogli i rudimenti dell’arte della recitazione e del ballo. Da allora inizia la nuova vita di Kitano come attore, in una perenne situazione di difficoltà economica. Vengono raccontati i rapporti con gli altri membri della compagnia, i compagni di palcoscenico, le spogliarelliste e soprattutto il suo maestro. La fine del libro coincide con l’inizio della carriera di Kitano come attore indipendente nel mondo del manzai, una particolare forma di cabaret recitato da due attori sul palcoscenico che si inventano situazioni paradossali e divertenti. Per questo motivo, e per il periodo della vita di Kitano di cui si occupa, questa lettura è tutto sommato interessante per cogliere l’atmosfera del mondo dello spettacolo in Giappone di qualche anno fa, basta che non si voglia comprendere di più sul Kitano regista o attore cinematografico, poiché in quel caso l’aspettativa andrebbe delusa.